Samb Story

Confiscati beni per 324 mln alla famiglia Oliveri, Antonio trattò la Samb la scorsa estate

E’ scattata la maxi confisca della Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria nei confronti di Vincenzo Oliveri. 324 milioni di euro il valore dei beni confiscati all’imprenditore di Gioia Tauro, che aveva interessi in Abruzzo, Calabria e Toscana.

Suo fratello, Antonio Oliveri, prima dell’avvento della famiglia Fedeli, aveva avuto un incontro con l‘Associazione NOI SAMB, Manolo Bucci e Giovanni Moneti con l’obiettivo di rilevare il club rossoblù assieme all’Associazione ma la trattativa non andò in porto. Antonio Olivieri era già stato dirigente della Samb negli anni ’90 e presidente del Pescara.

Questo quanto riportato dall’Ansa: “Vincenzo Oliveri, figlio del defunto Matteo Giuseppe, è socio, insieme al fratello Antonio, in numerose iniziative imprenditoriali avviate sin dai primi anni ’80 e culminate con la costituzione di un vero e proprio impero imprenditoriale, il cosiddetto Gruppo Oliveri, le cui attività, partendo dal settore oleario, si sono diversificate nel tempo soprattutto in quello alberghiero di lusso. In passato l’imprenditore è stato coinvolto in diversi procedimenti penali per reati associativi finalizzati alla commissione di truffe, frode in commercio, emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, conclusi con la prescrizione o l’amnistia. Recentemente, hanno reso noto gli investigatori, è stato arrestato per associazione a delinquere, truffa aggravata ed altro, per l’indebita percezione di contributi erogati a favore di aziende facenti parte del suo gruppo. I giudici del Tribunale reggino hanno accolto la proposta di confisca fondando il provvedimento oltre che sulla sproporzione tra redditi dichiarati e percepiti, ma soprattutto sugli indizi sull’ingente patrimonio da lui accumulato nel tempo, considerato frutto di attività imprenditoriale illecita. Le aziende confiscate proseguiranno la loro attività con appositi amministratori giudiziari nominati dall’autorità giudiziaria”.

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