Samb Story

Storia di un'ala sambenedettese: Guido Lazzari, la 'Littorina'

L’attività del mitico Guido Lazzari ci permette di rivivere la storia della Samb in “un’era” lontana che spazia dai primi anni ’30 fino all’immediato dopoguerra.

Ala ambidestra ed eterna spina nel fianco delle difese avversarie, Guido nasce a San Benedetto il 5 Agosto 1912; originario di Via Laberinto, era un brevilineo, leggero di corporatura, ma per i tifosi che l’ammirarono prima nella “Trappoletta” poi nel Campo Littorio, Lazzari fu semplicemente “la Littorina“, ovvero il treno più veloce e popolare dell’epoca.

Per tradizione Guido viene ricordato come un calciatore completo, innegabilmente un dei più validi talenti che San Benedetto abbia mai prodotto, con il suo tiro secco e preciso, ottima elevazione di testa e doti di buon colpitore; Lazzari fu anche rigorista fisso e nel suo ruolo faceva dei cross che erano un invito per i compagni.

La Samb lo prelevò dalla formazione cittadina “Jolanda”, e a partire dal 1930 segnò circa un terzo dei gol della squadra. Grazie al suo slancio atletico i rossoblu vinsero campionati in rapida successione fino a ritrovarsi proiettati, per la prima volta, in un campionato di terzo livello nazionale, nella stagione 1932/33.

Così lontana nel tempo quella squadra, ma così vicina alla comunità di diciottomila sambenedettesi con la quale, già allora, esisteva una legame indissolubile…

Alcune interviste rilasciate dallo stesso Guido, a volte presso il suo stabilimento “Antares”, ci restituiscono delle belle immagini di un calcio dal sapore autentico…

Ecco a voi dei frammenti: “Mi chiamavano Littorina per la velocità che avevo quando giocavo. Quando il centro-mediano (metodista) faceva le sue aperture alle ali, io con scatto e velocità arrivavo sempre prima del pallone, perciò mi avevano dato quel nomignolo”

La prima cosa che Lazzari ricorda a freddo : “Un avvenimento forse poco conosciuto, la finalissima di Coppa Italia (Coppa dell’Italia Centrale) con la Ternana, disputata in quattro partite nella stagione 1937-38. Dopo una vittotia per parte, in campo amico, 1-0 su rigore (Lazzari), si rese necessaria una “bella” in campo neutro a Foligno, che finì in pareggio (2-2, Mimì Capecci, Lazzari) per cui si dovette ricorrere alla “bellissima” di Ancona, in piena estate.

Ricordo che rimanemmo tutta la mattinata al mare a S.Benedetto e per evitare spese, non ci fecero nemmeno pranzare ad Ancona (allora si viveva solo con gli incassi). Partimmo da San Benedetto alle ore 14.00 per arrivare allo stadio Dorico alle 16.00, un’ora prima della gara. Una partita atletica, giocata con grandissimo impegno, che a 7′ dalla fine vincevamo per 1-0 (una bella prodezza di Gianni Perotti): le forze purtroppo non ci assistettero fino in fondo e in sette minuti la Ternana capovolse il risultato e vinse per 2-1. Un vero dramma per noi ed una grossa occasione perduta”.

Ancora “nella stagione 1930-31 circa (in realtà ampionato 1932-33) incontravamo il Foligno, grande squadrone fin’allora imbattuto, 13 partite 13 vittorie. La sua sfortuna fu quella di incontrare una Sambenedettese decisa a non perdere e noi, giocando come sempre con il cuore, gl’infliggemmo la prima sconfitta per 1-0 (a Foligno). Si può immaginare la reazione dei tifosi, giocatori e dirigenti della squadra locale nei nostri confronti. Quante “carezze” ricevemmo!!

Un’altra eroica, con botte da non credere fra giocatori e tifosi di ambedue le squadre, fu la nostra vittoria in Ascoli per 1-0 con rete segnata da me.

Anche a Fano (scontro importante della stagione 1931-32), sebbene la partita fosse finita in parità 4-4 ci furono le solite “carezze”. A Zara (nel campionato di allora c’erano squadre dalmate nel girone) arrivammo con otto ore di ritardo per le cattive condizioni atmosferiche e in condizioni fisiche pessime, infatti avevamo sofferto di mal di mare (n.b. Guido di riferiva alla partita A.C.Dalmazia-Sambenedettese 2-0 del 16 gennaio 1938).

Tornando all’epico derby vinto in Ascoli 1-0, il 12 Marzo 1939, Guido ci concede un’altra bella descrizione dettagliata… avendo sempre portato con sé un’immagine nitida: “….Broggini, in difesa, interrompe un attacco avversario ed appoggia ad Ulissi, che, fatti pochi passi, effettua un traversone da sinistra verso destra, tagliando fuori la difesa, io in corsa da 25 metri raccolgo al volo e la palla s’insacca in rete”. Immaginate che soddisfazione per un Sambenedettese di nascita…

A proposito della sua media realizzativa di rigorista ecco un piccolo ricordo: “Diciamo 8 su 10, sempre di piatto, ma ne sbagliai uno importantissimo contro L’Anconetana (parato dal portiere) e la gara finì 0-0.”
Infine la chiusura della carriera… “Gli ultimi calci al pallone li ho dati verso il 1945-46 quando sono tornato dal periodo bellico, durante il quale avevo prestato servizio militare presso il Battaglione San Marco”.

Guido diventa anche una stimatissima cornetta nel complesso bandistico sambenedettese. Continua a trepidare per la Samb e la incita allo stadio fino a quando il medico non lo ferma per il bene delle sue coronarie…

nota: le testimonianze dirette sono tratte in parte da un’intervista rilasciata nel 1973 (autore ignoto) , in parte da un numero di “Forza Samb”, curatore l’indimenticabile ex rossoblu Sirio Santi

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