Samb, la nuova era di Filippo D’Alesio
Dalla crisi del Rimini alla rinascita rossoblù: il tecnico pescarese porta ordine, intensità e coesione
In un calcio sempre più dominato da schemi rigidi e moduli preconfezionati, Filippo D’Alesio rappresenta una voce fuori dal coro. Il tecnico della Sambenedettese ha costruito la sua reputazione su un impianto di gioco che privilegia i principi, la mentalità e il fattore umano, più che la mera disposizione numerica in campo.
Nato a Pescara nel 1992, D’Alesio ha intrapreso la carriera da allenatore giovanissimo, dopo aver conseguito una laurea in Economia. La sua passione per il calcio lo ha portato a lavorare con i settori giovanili, fino alla guida della Primavera del Rimini. Qui ha affinato la sua capacità di valorizzare i giovani e di trasmettere intensità e disciplina. La promozione alla prima squadra è stata il trampolino verso il professionismo, anche se il fallimento societario del Rimini nel 2025 ha rappresentato una brusca interruzione. Da quella crisi è nato un nuovo inizio: l’approdo alla Sambenedettese.
Per D’Alesio, il punto di partenza è l’ordine. Non si tratta solo di posizionamenti difensivi, ma di una filosofia che permea ogni fase del gioco. La sua squadra è compatta, organizzata, capace di chiudere gli spazi e di ripartire con lucidità. “L’organizzazione tattica è il primo passo verso la libertà di espressione in campo”, ha dichiarato in una recente conferenza stampa.
Il secondo pilastro del suo calcio è la mentalità. D’Alesio pretende dai suoi giocatori intensità fisica e mentale, una fame costante che si traduce in pressing alto, duelli vinti e una presenza costante nella partita. Non è raro sentirlo parlare di “bava alla bocca” come requisito minimo per scendere in campo. La sua Samb è una squadra che non si accontenta, che gioca a viso aperto e che cerca di imporre il proprio ritmo.
Pur avendo dei principi chiari, D’Alesio non è dogmatico. Studia l’avversario, ne analizza i punti di forza e le debolezze, e adatta la propria strategia di conseguenza. Questo approccio flessibile gli consente di affrontare ogni partita con un piano su misura, senza mai tradire la propria identità.
Più che un 4-3-3 o un 3-5-2, ciò che conta per D’Alesio è la coesione del gruppo. Il modulo è solo uno strumento, mentre il vero motore della squadra è la relazione tra i giocatori. “Una squadra unita vale più di mille schemi”, ha detto, sottolineando l’importanza del fattore umano nella preparazione tattica.
Con lui, i tifosi possono aspettarsi una squadra:
- solida e compatta dietro,
- aggressiva e intensa in ogni fase,
- capace di adattarsi senza perdere identità,
- unita dentro e fuori dal campo.
Il contratto fino al 2027 è la garanzia di un progetto a lungo termine. La Sambenedettese punta a ritrovare entusiasmo e continuità, con un allenatore che mette al centro la fame agonistica e la forza del gruppo. D’Alesio non promette miracoli, ma un percorso di crescita fatto di ordine, intensità e cuore.



