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Samb – Fermana: quel mitico precedente del 5 gennaio 1947

Stadio sommerso dalla neve, capitani delle due squadre in disaccordo sul rinvio della partita. Jochémo, jochémo, imposero i canarini per approfittare dell’assenza di Gigi Traini, bomber della squadra di casa. Finì 7 – 0 per i rossoblù

Alla vigilia di Fermana- Samb, penultima partita del campionato 2024-2025 di Serie D, Girone F, che vedrà le due squadre andare su strade diverse – una giù verso la quinta Serie di Eccellenza, una su verso i professionisti della Serie C – vogliamo ricordare un particolare e persino divertente episodio di questa lunga sequenza di derby.

Stagione sportiva 1946-1947, Campionato di Serie C, lega nazionale Centro, Girone F. È domenica 5 gennaio 1947, su San Benedetto ha nevicato in abbondanza, quel giorno lo Stadio della città è sommerso dalla neve.

Inaugurato nel 1931 e dapprima denominato Del Littorio, dal 1944 lo Stadio fu intitolato a Tommaso Massì Marchegiani, calciatore della Samb morto a causa di un bombardamento durante la guerra. Cinque anni dopo si sarebbe poi chiamato Fratelli Ballarìn in onore di due dei calciatori del Grande Torino vittime della tragedia di Superga.

Facendosi largo fra la neve, scendono in campo i rossoblù della Samb (quel giorno in maglia blu e pantaloncini rossi) e i giallo-blu della Fermana. A perenne imperitura memoria Samb schiera: Capralini, Patrizi, Anatò, Palestini 4°, Granotti, Assenti 2°, Piccinini, Paci 2°, Cammoranesi, Flammini, Ferrari.

Quel giorno però è assente l’attaccante Luigi Gigi Traini, uno che in quel campionato aveva già segnato, e avrebbe ancora segnato in totale ben 32 gol, un record nelle 24 gare da lui disputate sulle complessive 26 in calendario per la Samb quell’anno. Oggi sarebbe stato definito a tutti gli effetti un bomber.

I fermani si accorgono dell’importante assenza fra gli avversari e gongolano. Così quando l’arbitro chiede ai capitani se concordano nel rinviare la partita, i canarini rifiutano il rinvio e insistono per giocare al grido unanime di jochémo, jochémo!

Così si scende in campo pestacchiando la neve. Primo tempo che finisce 1-0 per la Samb con rete di Flammini al 35°. Poi secondo tempo che divampa fra gli infreddoliti tifosi attorno al campo, con reti di Ferrari al 57°, Piccinini al 63°, Paci 2° al 66°, Cammoranesi al 70°, di nuovo Ferrari al 71° e dulcis in fundo ancora Cammoranesi al 75°. Uno spettacolare e spietato tirassegno addosso al povero portiere della Fermana Donzelli (che quel giorno portava in testa un berrettone di lana per reggere il freddo) che fa terminare quella partita, a tutti gli effetti ormai mitica, col punteggio 7 a 0.

Favorito dall’inclemente meteo, dunque un derby che fece tornare a casa i temerari canarini ben avvolti da un meritato e pesante cappotto.

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