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Samb: rivoluzione fatta, ma il 3-5-2 non decolla

Samb, mercato chiuso: rivoluzione completata, ma il nodo resta tattico

Si chiude il sipario sulla sessione invernale di calciomercato in casa Samb. Dopo l’uragano di movimenti che ha caratterizzato la prima metà di gennaio, la società ha scelto di confermare il presupposto tattico dettato da mister D’Alesio. Un restyling profondo, figlio di una strategia chiara: sfoltire i rami secchi e puntare su profili funzionali al nuovo progetto.

Il bilancio delle operazioni

Sul fronte entrate, i colpi portano i nomi di Vittorio Parigini (svincolato di lusso dal Siracusa) e Matteo Stoppa (in prestito dal Catania), chiamati a dare qualità davanti. In difesa è arrivato Tomas Lepri dalla Reggiana, centrocampo corroborato da Marco Piccoli (svincolato dal Rimini) mentre per l’attacco si è puntato sulla freschezza dell’ex Edoardo Lonardo (Atalanta U23)
Massiccio il piano cessioni, con molti giovani mandati a “farsi le ossa” in Serie D (Tourè, Vesprini, Tataranni, Iaiunese, Grillo e Zagaglia) e l’addio definitivo a pedine come Battista, Sbaffo e Napolitano con Kevin Martins tornato al Monza. Restano invece in uscita, ma attualmente fuori lista, Scafetta e Alfieri, che non hanno trovato sistemazione in C.

Splende la stella di Matteo Grillo

Una menzione speciale va a Matteo Grillo. Il giovane portiere, nipote dell’indimenticata bandiera rossoblù Maurizio Simonato, ha bagnato l’esordio a Teramo con una prestazione d’autore. Un segnale forte: il vivaio  nostrano della Samb ha talenti pronti a bruciare le tappe.

L’enigma tattico: il 3-5-2 sotto esame

Nonostante i nuovi innesti, il campo continua a restituire un’immagine sfocata. Il 3-5-2 di D’Alesio fatica a decollare e deve fare i conti con i fantasmi del recente passato: già con la gestione Palladini, infatti, era mancata quella fase realizzativa che ha penalizzato oltremodo una classifica che oggi sta stretta.
Se Stoppa e Parigini non hanno ancora acceso la miccia offensiva, in difesa l’innesto di Lepri non sembra aver risolto la cronica sofferenza contro le ripartenze veloci.
Il paradosso è strutturale: questa rosa era stata pensata per una difesa a 4. Senza il dinamismo di Tosi e Zini sulle corsie esterne, i centrali faticano a mantenere le distanze, lasciando il centrocampo scoperto. La manovra appare lenta, forzata e vulnerabile al pressing aggressivo, come amaramente dimostrato contro la Pianese.

Verso Perugia: vietato sbagliare

Il tempo degli esperimenti è finito. Contro il Perugia non conteranno solo i nomi, ma la capacità di trovare una stabilità tattica coerente con le caratteristiche dei giocatori oltre quel temperamento che nelle prime giornate sembrava il valore assoluto dei rossoblù. Servono i tre punti, non solo per muovere una classifica deficitaria, ma per ridare ossigeno a tutto l’ambiente rossoblù e sfatare il trend casalingo che ad oggi deprime l’entusiasmo di molti tifosi.

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