È mancata la fortuna. E per di più l’Avezzano ha giocato in dodici
Fra errori e sviste, l'arbitro è stato decisivo per il risultato: tre punti regalati agli ultimi in classifica
Alla vigilia di questa partita infrasettimanale, giocata alle 15 e non alle 18 per un capriccio degli ospiti marsicani, amici e colleghi da Avezzano – a fronte della corazzata Samb – con noi avevano voluto essere generosi e facili profeti. “Una Samb contro una società e una squadra in crisi profonda, ultimissima in classifica, con un nuovo allenatore – Sandro Pochesci – appena arrivato e ancora non ben deciso sul da farsi, abbandonata dai tifosi, con uno Stadio dei Marsi inagibile e costretta a giocare in casa a Trasacco, voi vincerete a mani basse, i tre punti in palio considerateveli già in saccoccia. Praticamente come avete già fatto contro L’Aquila”. Tanto che alla fine si era discusso solo su quanti gol avrebbero incassato i lupi biancoverdi.
E invece niente di tutto questo. Entrati in campo apparentemente con la coda fra le gambe, i lupi scesi dalla Marsica al mare senza (troppe) speranze, non c’hanno messo molto per capire l’aria e dopo appena 7 minuti con il mediano Tiziano Luciani riescono a fare fesso l’ingenuo diciottenne Tommaso Orsini che non acchiappa la pedata sbagliata del rossoblù Federico Moretti e lascia andare dentro.
Ebbene sì, l’Avezzano va in vantaggio. Non solo, ma ci rimane per tutto, sì, per tutto il resto della partita. È vero che la Samb non si rassegna, anzi, attacca e attacca sempre e in tutti i modi. Pallone che tirato contro il bersaglio della rete di Emanuele Zamarion va dappertutto. Tranne che dentro.
Al che, correndo il cronometro verso la fine del surreale incontro, si verificano due fenomeni.
Il primo. I lupi cominciano a intravvedere la preda dei tre punti non meritati per niente. E allora cincischiano, melineggiano, ripartono anzichennò, provocano smaneggiando e gettandosi per terra “doloranti” così chiedendo soccorsi dalla panchina.
Il secondo. Il signor Lorenzo Massari di Torino mandato dall’AIA a “dirigere” la partita, usa ciò che è in suo potere per fare quello che gli pare. Limita le ammonizioni, fa il pesce in barile. Non solo: non vede un rigore, anzi due grandi come case (ovvio, l’Avezzano nella sua area spingeva, tirava maglie e sgambettava malamente). E poi verso la fine – tanto per togliere ogni dubbio – ammonisce pure mister Marco Mancinelli che protestava per tali atteggiamenti. Dulcis in fundo, fa risuonare il suo doppio fischio dopo soltanto 6 minuti di recupero, quando sarebbe stato necessario persino un altro quarto d’ora.
E certo, vuoi vedere che – dài e dài – alla fine la Samb avrebbe potuto persino riuscire a pareggiare, togliendo così due di quei tre punti fortunosamente arraffati dall’Avezzano al Riviera delle Palme?




