Samb 05/06: duri a morire

Questa è una storia che ha inizio nel peggiore dei modi: è l’8 maggio 2006 e la Samb, per la seconda volta in 12 anni, viene dichiarata fallita.
Il presidente Soldini, succeduto a Mastellarini e Paterna, viene meno agli impegni economici fino ad arrivare al punto di non ritorno.
Tutto ciò, come spesso accade nella storia della Samb, ha dell’incredibile. Solo l’anno prima la benamata lottava per la Serie B contro il Napoli, davanti a un San Paolo sold-out, ed ora la squadra e i suoi tifosi sono nuovamente negli inferi.
La Samb e il suo popolo, però, sono duri a morire e riescono ad evitare la retrocessione diretta nonostante i sei punti di penalizzazione. L’avversario dei play-out è la Lumezzane del futuro attaccante di Juventus e Milan, Alessandro Matri, e di un appena quindicenne Mario Balotelli (mai sceso in campo nei play-out).
All’andata, il 21 maggio, la Samb sprofonda 3-1 in casa dei lombardi; a San Benedetto, il 28 maggio, servirà un’impresa.
Al ritorno il Riviera è una bolgia: oltre 3.000 spettatori presenti, che non hanno mai smesso di credere in una salvezza complicata. La tifoseria è rimasta sempre accanto alla squadra, sia dentro che, soprattutto, fuori dal campo, aiutando i giocatori rimasti senza stipendio, offrendo loro un alloggio, facendo la spesa o semplicemente lavando i vestiti, come raccontato dal compianto “factotum” rossoblù Franco Spinelli. A dimostrazione di quanto fosse forte il legame tra la tifoseria e quella squadra che incarnò appieno lo spirito sambenedettese, lottando contro ogni avversità.
I rossoblù partono subito forte e al tredicesimo passano in vantaggio con Zini, che insacca la palla in rete con un colpo da karateka. Al ventesimo arriva il raddoppio con l’uomo simbolo di quella squadra, l’uruguaiano Damian Macaluso, che va ad esultare sotto la curva, dimostrando tutto l’attaccamento a questi colori, con quella “garra” che solo i sudamericani hanno.
Si va al riposo sul 2-0.
Dopo tre minuti dall’inizio del secondo tempo Docente sigla il terzo gol e al settantunesimo, lo stesso Docente, cala il poker.
Profetica la pubblicità di una concessionaria sul “Resto del Carlino” di domenica 28 maggio:

Sipario al Riviera: l’arbitro fischia la fine e i tifosi rossoblù invadono il campo per festeggiare una salvezza che sa di promozione, portando in trionfo i propri beniamini, che verranno ricordati negli annali al pari dei giocatori che hanno fatto grande la Samb in Serie B.
La Samb e il suo popolo sono duri a morire. Con l’unità di un’intera piazza, i rossoblù ottengono un vero e proprio miracolo salvando la categoria, merito di Macaluso e compagni, ma anche di Remo Croci, Francesco Chimenti e Luigi Voltattorni, veri tifosi prima di essere dirigenti e allenatori.