Un altro derby perduto in dieci
All'Ascoli non sarebbe bastata la superiorità tecnica. E allora è arrivata quella numerica
“Cuore, grinta e sudore. Fino all’ultimo minuto con onore”. La Curva Cioffi, fin dall’inizio sembrava quasi aver previsto tutto con anticipo: l’andamento di un derby perduto con solo dieci giocatori in campo e proprio all’ultimo minuto, appunto all’89°.
E così cuore, grinta e sudore non sono bastati a scacciare l’incubo retrocessione. Intanto l’arbitro Alberto Poli da Verona ci ha messo un suo cospicuo contributo, espellendo a metà secondo tempo – con decisione del tutto evitabile – Alessandro Dalmazzi col cavillo di una doppia ammonizione altrettanto evitabile. Una decisione che è arrivata proprio in un momento – il secondo tempo – in cui la Samb aveva preso a mostrare molta fatica, calando di tono rispetto all’ottimo avvio del primo tempo che era stato giocato, invece e proprio, con cuore, grinta e sudore assai maggiori che non nelle ultime precedenti partite. Tanto che se i rossoblù avessero giocato sempre così, ora non si troverebbero certo dove e come si ritrovano.

Proprio nel secondo tempo, quando mister Francesco Tomei avendo finito un primo tempo di “studio” su dove e come far affondare il colpo ai suoi bianconeri – nel complesso certamente di livello fisico e tecnico superiore rispetto agli avversari – ha rimpolpato la squadra innestando pezzi forti con cambi azzeccati, come Andrea Silipo, Gabriele Pagliai, Tommaso Milanese (autore della vittoria al Del Duca, all’andata) e Simone Corazza. Esattamente colui che all’ultimo ha infilato il colpo che ha deciso la vittoria dell’Ascoli. A meno due minuti dal suo ingresso in campo è spuntato fuori sul secondo palo di Giovanni Cultraro. In apparente fuori gioco, ma tenuto in regola grazie all’errore di Vittorio Parigini restato troppo vicino alla linea di porta.
Peccato per i 10.806 tifosi e spettatori che hanno totalmente riempito il Riviera delle Palme, tranne che la Curva sud ospiti. Ospiti che comunque la loro vittoria acchiappata se la sono goduta in diretta comodamente da Ascoli. Mentre però il pienone al Riviera – pur da dodicesimo uomo – non è stato sufficiente a compensare i dieci rossoblù rimasti in campo a lottare contro i “dodici” avversari.
Un pienone che almeno – nonostante una nottata già plumbea di suo – ha costituito un cospicuo incasso per la U.S. Sambenedettese.
Sperando mister Roberto Boscaglia ora riesca a dare il suo contributo per far tornare sole e speranza sulle sette giornate che mancano al prossimo 26 aprile.





