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Samb: tra gioia per la salvezza e rebus societario.

Massi non vuole cedere a tentazioni ma 5 Milioni per salvarsi sono tanti.

Si è appena concluso il primo campionato di Serie C della società rossoblù, sigillato dalla splendida salvezza ottenuta al “Benelli” di Pesaro. Una partita destinata a restare nella storia per la vittoria strappata nei minuti di recupero; un finale al cardiopalma che ha scosso il presidente Massi e l’intera tifoseria, consapevoli dell’impresa compiuta ma desiderosi, per il futuro, di una stagione meno sofferta.
A San Benedetto del Tronto, però, non c’è spazio per il relax. L’ambiente e la tifoseria — tra le più calde d’Italia — hanno già dato il via alla “telenovela” estiva che terrà i sostenitori con il fiato sospeso. Quale volto avrà la Samb nel prossimo campionato? Se lo chiedono in molti. Il presidente Massi, intervenuto nella trasmissione “Ritmo di Samb”, ha cercato di fare chiarezza, pur senza sciogliere del tutto le riserve sulla futura struttura societaria e organizzativa.
Al centro del dibattito restano le dinamiche economiche. Il patron ha dichiarato di aver sostenuto costi per circa 5 milioni di euro nella stagione appena conclusa: una cifra imponente che, sebbene abbia garantito la permanenza tra i professionisti, non ha portato a un percorso esaltante sul piano del gioco. Il confronto con il passato è inevitabile: nel bilancio al 30 giugno 2018 (anno dei quarti di finale persi contro il Cosenza), i costi totali ammontavano a 2,5 milioni, di cui 1,5 per il personale. Sebbene siano passati anni e il mercato sia cambiato, l’attuale rapporto tra investimenti e risultati sportivi solleva più di un interrogativo.
Bilancio costi Samb al 30/06/20218
Proprio per garantire continuità e ambizioni diverse, Massi si è appellato alla città chiedendo maggiore sostegno, ma dettando condizioni precise. Il Presidente ha infatti ribadito con fermezza di non voler cedere la società, spinto da una passione che lo lega da sempre alla società. La sua volontà è quella di mantenere la maggioranza del 51%, aprendo le porte esclusivamente a partner che dimostrino un interesse reale e, soprattutto, sano. . L’obiettivo è scongiurare la necessità di cedere a investitori stranieri, i cui nomi rimbalzano costantemente nei rumors cittadini: si parla di imprenditori australiani attivi nell’edilizia e di un fondo estero che già in passato si era avvicinato al club.
Il valore del “brand” Samb, d’altronde, è certificato dai numeri: la tifoseria rossoblù è settima in tutta la serie C per affluenza media (6.269 spettatori), preceduta solo da club che hanno lottato fino all’ultimo per la Serie B. Un patrimonio umano ed economico che meriterebbe traguardi più prestigiosi. Eppure, il progetto di una “cordata locale” sembra essere sfumato: i due principali sponsor, Claudio Bartolomei e Luigi Rapullino, nonostante le interlocuzioni per un ingresso in società in minoranza, hanno lasciato intuire in una rinuncia anche perché per l’imprenditore campano trapiantato in riviera, molti aspetti potrebbero essere legati alla realizzazione del progetto Sanpark. 
In questo scenario di incertezza societaria, le uniche certezze tecniche portano i nomi del Direttore Sportivo Andrea Mussi e dell’allenatore Roberto Boscaglia. Entrambi sono stati confermati e hanno già presentato il budget necessario per affrontare un campionato che, nelle intenzioni, dovrà seguire dinamiche ben diverse dall’ultima, sofferta, stagione.

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