Samb-Atalanta U23 2-3: sconfitta cercata
Scelte discutibili, letture sbagliate e correttivi tardivi: la squadra paga un assetto fragile e ripropone errori già visti, mentre solo la volontà dei giocatori evita un passivo peggiore.

La Samb incassa un’altra sconfitta casalinga al termine di una gara vibrante, ricca di episodi e rimpianti. L’Atalanta U23 passa 3-2, confermando la propria qualità offensiva e punendo ogni sbavatura dei rossoblù, che pure avevano trovato il pari a inizio ripresa e nel finale avevano riacceso le speranze con il gol di Nicoli.
L’avvio è equilibrato, con qualche tentativo da entrambe le parti, ma col passare dei minuti l’Atalanta prende campo e crea le occasioni migliori: De Nipoti impegna Krapikas, Ghislardi colpisce un palo, Bonanomi spreca da posizione favorevole.
Il vantaggio nerazzurro arriva al 27’: Levak trova l’incrocio con un sinistro potente, dopo un’azione contestata dai rossoblù per un presunto fallo su Zini. La Samb prova a reagire con una punizione di Perrotta, deviata in corner da Anelli, ma il primo tempo si chiude tra i fischi del Riviera.
La partita cambia subito: al 46’, sugli sviluppi di un corner, un flipper in area premia Camigliano che insacca l’1-1. Il VAR conferma.
La Samb prende coraggio, ma al 53’ si fa sorprendere in ripartenza: Diao scappa a Gigli e batte Krapikas con un pallonetto per l’1-2. I rossoblù accusano il colpo e al 67’ arriva anche il tris: Bertolini serve De Nipoti che di sinistro firma l’1-3.
Boscaglia inserisce forze fresche e la Samb prova a rientrare in partita. Anelli salva su Stabile, poi all’85’ Nicoli riapre tutto con un sinistro sotto la traversa: 2-3 e Riviera che torna a crederci.
Nel recupero i rossoblù spingono con generosità, protestano per un contatto in area (fallo sì, ma fuori), e all’ultimo respiro Tunjov calcia la punizione del possibile pari: palla fuori.
Finisce qui, con la Samb ancora contestata sotto la curva.
Commento tecnico
La sconfitta contro l’Atalanta U23 non nasce dal caso, né da episodi isolati: è figlia di scelte tattiche che continuano a non convincere e che, soprattutto, non vengono sostenute da una lettura coerente della partita. Il risultato è una Samb che sembra cambiare forma, ma non sostanza.
Boscaglia prova a rompere la monotonia del 3-5-2 proponendo un 4-3-1-2 camaleontico, con terzini alternati nella fase di impostazione per ricreare la solita triade difensiva. Sulla carta un tentativo di dare più spinta sulle corsie, sfruttando le coperture del terzino “bloccato”.
Il problema? La teoria non basta. Un sistema così complesso richiede sincronismi, tempi, scalate, comunicazione. Tutto ciò è mancato.
La squadra è sembrata spesso sfilacciata, con i laterali che salivano senza che il centrocampo coprisse, e con la linea difensiva che non sapeva se restare a tre, a quattro o a due e mezzo. Il risultato è stato un assetto fragile, facilmente attaccabile in transizione.
l gol del 2-1 è la fotografia perfetta del problema:
- Gigli lasciato da solo,
- campo aperto alle spalle,
- avversario lanciato in velocità,
- situazione già vista a Sassari, ma riproposta identica.
Questo non è un incidente: è una mancata correzione tattica. Se un difensore non ha nelle corde la gestione di 40–50 metri di campo in isolamento, non lo si espone di nuovo allo stesso scenario. E invece la Samb ci ricade, pagando un prezzo altissimo.
’Atalanta ha un giocatore che da solo spacca le partite: De Nipoti. Eppure la Samb non ha mai trovato un modo per limitarlo: nessun raddoppio sistematico, nessuna marcatura preventiva, nessun centrocampista che si abbassasse per chiudere la linea di passaggio, difesa costretta a correre all’indietro. Quando un avversario ti fa male ripetutamente, non è lui il problema: è la tua struttura difensiva.
La gestione dei cambi è stata un altro punto critico:
- Gigli fuori a 10’ dalla fine, quando ormai la partita era compromessa e serviva ben prima una correzione sulla linea difensiva.
- Tunjov sulle gambe, ma lasciato in campo nonostante fosse chiaramente in difficoltà sia in fase di non possesso che nelle scelte tecniche.
- Nessun vero freno alle ripartenze avversarie: mancava un uomo capace di spezzare l’inerzia, fare fallo tattico, sporcare le linee di passaggio.
La sensazione è che la panchina abbia reagito più agli eventi che alla partita, senza anticipare nulla.
La Samb ha perso perché ha scelto di giocare una partita più complessa di quanto potesse sostenere, e lo ha fatto con una certa presunzione tattica: voler imporre un’idea senza avere gli strumenti per farlo.
A salvare il risultato da un passivo peggiore è stata solo la volontà dei giocatori, che nel finale hanno messo cuore e orgoglio dove mancava la strategia.
Boscaglia voto 4,5
Pagelle giocatori:
Krapikas 6: Tanto lavoro ancora una volta, nel tiro al bersaglio che gli avversari gli riservano. Para quel che può!!
Zini 5: Al suo rientro trova il brutto cliente De Nipoti, che doveva essere trattato con altre misure, troppa la differenza con il nostro terzino. Troppa la libertà concessa.
Gigli 4,5: Dall’inizio del campionato in difficoltà, ma la colpa non è sua bensì di chi lo dispone in quel modo.
Camigliano 6: Almeno realizza il goal del momentaneo pareggio, dando un briciolo di autostima alla squadra. In ogni caso, meglio del suo compagno di reparto per velocità e tempismo.
Nicoli 6,5: Tutto cuore, tanta potenza e grinta da vendere. Commette diversi errori in marcatura nel primo tempo, poi si riscatta alla grande nella ripresa, sradicando palloni e proponendo sgroppate micidiali fino al meritato eurogoal.
Perrotta 5: L’autore della canzone di De Gregori “buonanotte fiorellino”; quando prende palla risulta lento e macchinoso senza mai impensierire gli avversari.
.Candellori 5: Il cuore non basta, stavolta anche lui tanta corsa poca qualità, soprattutto nei tempi di giocata.
Plicco 6: Uno dei pochi a salvarsi, insieme a Nicoli è l’unico che dimostra freschezza e abilità ad inserirsi tra le linee avversari con buone capacità tecniche.
Tunjov 5: Troppo lento e soprattutto nel secondo tempo è sembrato la copia di Machin della scorsa partita. Ci aspettavamo un suo cambio con Piccoli ma il mister ha pensato diversamente.
Faggioli 5: Un attaccante deve attaccare in anticipo gli spazi per proporre il passaggio. Lui questo non lo fa.
Sgarbi 5,5: Una partita da combattente come al solito ma a volte troppo macchinoso
Marranzino 5: La brillantezza sull’uno contro uno non è affar suo.
Stabile 6: Entra con piglio e bravura quando un suo tiro viene miracolosamente deviato.
Chelli: Meglio di Gigli sicuramente.




