Campionato

Dall'amore per San Benedetto agli idoli Frey e Perin: parla Pegorin

Uno dei grandi protagonisti della vittoria della Samb a Fano è stato sicuramente Fabio Pegorin, autore di parate decisive contro i granata. Per fare il punto della situazione in casa rossoblù, e non solo, il giovane portiere classe ’96 è stato intervistato dalla redazione di TuttoLegaPro.com. Ecco le sue parole:


L’infortunio di Aridità le ha regalato una maglia da titolare a Fano. Una prestazione eccelsa la sua…

“E’ stata una bella partita, peccato per il rigore subito. Sono contento per i tre punti e per la mia prestazione. Poi quando tornerà Aridità, sarà il mister a decidere e a scegliere chi starà meglio. Comunque così come ho ribadito domenica nel post-gara, nel caso tornassi in panchina non ci sarebbe alcun tipo di problema anche perchè sono giovane ed ho ancora tanto da imparare”.

E’ arrivato da poco mister Sanderra, e la squadra è ancora imbattuta in questo nuovo corso. E’ passato il periodo buio che è durato per qualche settimana di troppo?

“Lo spero (ride, ndr). Nella prima parte di campionato in pochi ci conoscevano in quanto siamo una neopromossa, e credo che questo sia stato un nostro punto a favore. Poi ci hanno studiato per bene ed abbiamo avuto qualche problemino. Il mister sta lavorando molto con la difesa, in quanto avevamo subito qualche gol di troppo ultimamente. Poi in avanti Mancuso e Agodirin si conoscono per aver giocato lo scorso anno a Catanzaro, e si sta vedendo in quanto sono già una coppia affiatata”.

Seconda stagione per lei a San Benedetto del Tronto. Lo scorso anno la Serie D, quest’anno la Lega Pro. Come si sta trovando in rossoblu?

“Credo che mi manca solo la residenza quì (ride, ndr). Mi trovo benissimo, è una grande piazza e sono ben visto dai tifosi. Questa è la mia prima stagione tra i Pro, e non sapevo a cosa andavo incontro. Vi assicuro che lo scorso anno avrei messo la firma per inanellare dieci presenze in Lega Pro alla mia prima stagione in terza serie”.

Girone B che si sta rivelando difficile e soprattutto equilibrato. C’è una squadra che l’ha colpita per la mole di gioco prodotta?

“Io giocai la sfida contro la Reggiana, ed in quell’occasione non superammo la linea di centrocampo. Loro sono una grande squadra, e poi avevano Jacopo Manconi che aveva giocato con me a Novara in Primavera. Andava già forte allora (ride, ndr)”.

Da bambino c’era un portiere che stimava o che comunque cercava di emulare in allenamento?

“Sì, ho avuto come punto di riferimento Sébastien Frey. Poi ultimamente ho avuto il piacere di apprezzare uno come Mattia Perin. Credo che sia uno dei portieri più forti in Italia”.

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