
ORSINI 4,5: Una prestazione fatta di buoni interventi che nel primo tempo salvano i rossoblù da un passivo che poteva essere ben più pesante ma poi due mancate uscite su palloni blandi in area piccola, permettono la facile realizzazione di testa e condannano la Samb alla sconfitta.
ZOBOLETTI 4,5: In un momento difficile della squadra non può essere certo lui che può risolvere i problemi cronici di una difesa, sbadata, lenta, impacciata e scadente sul piano del temperamento. Le sue carenze tecniche sono fin troppo evidenti quando molti buoni palloni che passano nei suoi piedi cadono nell’inutilità.
DALMAZZI 5: Impiccia e impaccia in ogni situazione cercando il il bandolo della matassa per risolvere una confusione cronica che affligge tutto il reparto. Ma così facendo non fa altro che determinare una condizione deficitaria ai compagni che puntualmente si trovano a rincorrere gli spazi lasciati incustoditi dal centrale difensivo.
ZINI 4.5: Diversi tentativi di risolvere le carenze offensive con le sue progressioni che hanno portato unicamente ad alimentare lo scompiglio ad un organizzazione difensiva già in difficoltà. Il grado di attenzione alla marcatura sempre troppo lento che permette agli avanti avversari di accomodarsi senza patemi.
TOSI 4,5: Dalla sua parte perde nettamente il duello con Mattia Sala classe 2005 come lui, che gli fa vedere i sorci verdi da ogni verso, tecnicamente, fisicamente e sul piano della velocità. Nello schieramento di oggi non trova nemmeno qualche spunto offensivo in grado di poter impensierire il centrocampo della Torres.
LULLI 5: Ancora una volta Mancinelli pensa di dare ordine a tutta la squadra puntando sull’esperienza del centrocampista. In verità le sue caratteristiche evidenziano chiaramente che i tempi di giocata favoriscono il recupero comodo dei centrocampisti avversari, con pochissime idee di gioco.
CANDELLORI 5: Torna ad incontrista di centrocampo in cui la sua buona volontà si infrange sulla nullità di tutta la squadra che mai riesce ad essere compatta svilendo completamente gli sforzi del centrocampista. Cerca qualche buon inserimento risolutivo, ma anche lui in deficit di lucidità mentale.
PICCOLI 5: Tanta corsa e poca qualità. Parliamoci chiaro, con una squadra slegata in ogni reparto non è che poteva risolvere in autonomia le carenze di un impostazione che non ha ne capo ne coda. E’ anche pur vero che in molte situazioni dimostra troppo scoramento mancando di cattiveria agonistica.
STOPPA 4,5: Inizia da esterno destro praticamente senza mai toccare palla. Marcato troppo facilmente non concretizza un bel niente, viene spostato a trequartista nel secondo tempo dove in carenza di energie e troppa fiducia sulle sue qualità tecniche lo rendono una vera nullità.
PARIGINI 6: E’ l’unico a meritare una striminzita sufficienza nel marasma rossoblù di questa partita. Nel suo ruolo naturale come esterno di sinistra, si propone con personalità e cercare di offendere in modo positivo la retroguardia avversaria. Tutto sommato le pericolosità arrivano dalla sua prestazione ma che nel finale diventa troppo presuntuosa in un contesto che serviva più coralità.
LONARDO 4,5: Da solo non va da nessuna parte. Corre e impaccia in ogni dove contro una difesa che si diverte alla sua marcatura per una povertà fisica del ragazzo che lo rende sicuramente incapace a sostenere il reparto avanzato.
EUSEPI 5: Giusto la realizzazione del rigore, poi si pianta ancora una volta in area in cui gli avversari lo lasciano solo soletto in fuorigioco e che di fatto non favorisce sicuramente i compagni a creare possibilità, sotto la porta di Zaccagno.
KONATE’ 5: Un paio di sgroppate ma nulla di più. Dribblare due avversari serve a poco se nel momento opportuno non si trova mai la zampata che porti soluzione al deficit offensivo rossoblù.
ALFIERI 5,5: Tanta buona volontà, ma le sue caratteristiche non sono sicuramente quelle utili al gioco compassato di tutta la squadra.
MARRANZINO-PEZZOLA: SV
MANCINELLI 4,5:
Ed è un errore affidare il peso dell’attacco al pur volenteroso Lonardo, così come riproporre l’incolpevole Zoboletti per dare ossigeno alla fascia destra. La paura si diffonde in tutto il reparto, con il risultato che i giocatori sembrano sfiduciati gli uni verso gli altri, preferendo iniziative personali a un gioco corale che oggi è completamente mancato.



