Contro il Ravenna errore tecnico? oltre ai veleni
L'Articolo 12 del regolamento prevede il rosso diretto per un fallo lontano dall'azione.
La sconfitta casalinga per 0-1 contro il Ravenna non è solo una ferita aperta: è un pugno allo stomaco per la società del presidente Massi e per una tifoseria che ha assistito a una direzione arbitrale quantomeno discutibile. Non si tratta di semplici episodi controversi, ma di una gestione del match che ha lasciato dietro di sé una scia di perplessità e indignazione.
Il malumore è esploso in modo inequivocabile: nella giornata di ieri la società ha diffuso un comunicato stampa dal tono inequivocabilmente contestatorio, puntando il dito contro l’arbitro Giovanni Castellano, la cui conduzione ha inciso in modo diretto sull’esito della gara.
Una direzione di gara che, sin dai primi minuti, ha mostrato un metro di giudizio oscillante, contraddittorio, e a tratti irriverente. Falli ignorati, sanzioni tardive, decisioni impulsive: il campo si è trasformato in un’arena di nervosismo, dove la qualità attesa per una partita di Serie C ha ceduto il passo a un clima da partita dei veleni.
Gli episodi che gridano vendetta:
- 27’ primo tempo – Donati, lontano dall’azione, rifila un fallo plateale a Candellori dopo un battibecco. L’arbitro dapprima ignora poi vede, interviene l’FVS. Risultato? Un’ammonizione. Peccato che l’art. 12 del regolamento parli chiaro: condotta violenta = espulsione diretta. Palladini protesta, e viene espulso lui. Il paradosso è servito.
- 39’ secondo tempo – Eusepi, con il piede sulla linea dell’ area, viene colpito sul piede d’appoggio. Rigore solare, ignorato. Anche qui l’FVS viene interpellato, ma la sanzione resta un miraggio. L’azione era da gol, il fallo da rigore, ma il verdetto è silenzio.
- 49’ secondo tempo – Cross in area, Joyce esce a valanga su Iaunese, lo travolge e tenta di “abbrancare” il pallone. Sbaffo segna sul rimbalzo, ma l’arbitro annulla. Visione FVS, conferma del fischio. Il gol apparso regolare a tutti diventa un fantasma.
- 52’ secondo tempo – Recupero dilatato da proteste e revisioni. Calcio d’angolo per i rossoblù, palla a Zoboletti pronto al tiro con difesa sbilanciata. L’arbitro fischia la fine. Il cronometro? Ancora in debito.
L’ammonizione a Donati per un fallo lontano dall’azione potrebbe non essere solo una svista: si configura come errore tecnico, e in base al regolamento potrebbe aprire la strada alla ripetizione della gara. La distinzione è cruciale: l’errore tecnico è una violazione oggettiva del regolamento, non una semplice interpretazione.
La società ha ora il compito – e il diritto – di presentare un ricorso formale. Non solo per tutelare il risultato, ma per difendere la credibilità di un campionato che deve essere deciso dal campo, non dalle interpretazioni di un arbitro quando potrebbero essere ritenute faziose. La Federazione è chiamata a fare luce, perché il calcio, quello vero, si gioca con lealtà, non con omissioni.




