Campionato

Gravina sui problemi della Serie C: “Le società riflettano sui propri budget”

La regular season sta per terminare, ma quest’anno oltre al campo si è parlato moltissimo dei problemi economici in Serie C, con diverse società che hanno conosciuto lo spettro del fallimento. Il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, intervenuto a Focus Serie C , ha analizzato la questione con un occhio al futuro:

“Quello che bisogna fare in futuro è dare maggiori informazioni, lavorare per far capire che il nostro mondo è legato al volontariato e che ha delle dimensioni straordinarie come l’aggregazione.  È altrettanto vero, però, che i club sono società di capitali che sono soggette a delle perturbazioni dell’ambiente esterno, e bisogna gestirle correttamente. La Lega si sta impegnando per fare sì che ci siano maggiori risorse per una migliore sostenibilità. Ci sono soggetti che fanno passi più lunghi delle proprie possibilità. Dobbiamo far sì che ci sia un maggiore rigore nell’applicazione di garanzie all’inizio del campionato, ma soprattutto che alcune regole non funzionanti vengano cambiate. Questo non dipende dalla Lega, anzi la Lega è parte lesa. Dal 1° luglio, o interviene la Federazione con delle norme più stringenti e severe, oppure lo farà la Lega stessa nel suo codice di autoregolamentazione”.

Gravina evita comunque promesse sul fatto che in futuro non ci saranno più penalizzazioni in classifica per società in difficoltà.

”Non posso fare una promessa del genere, purtroppo. Posso solo desiderarlo e auspicarlo. Siamo nel mondo della gestione economica, non posso sapere se domani mattina la mia azienda può incorrere in qualche rischio. Non vorrei fallire, ma è evidente che questo succederebbe se avessi delle difficoltà oggettive, delle difficoltà di reperimento di risorse finanziarie per far fronte ai miei impegni, e allora dovrei stare attento. Ciò che posso garantire è il massimo impegno affinché ci sia all’inizio della stagione un miglior sistema di garanzia. Il sistema fideiussorio non può essere solo quello bancario, ma può essere assicurativo, e allora ci stiamo impegnando affinché questo sistema possa essere più credibile. Ogni società deve anche fare una riflessione sul proprio budget e soprattutto pagare un po’ meno i calciatori per non incorrere in spiacevole rischi”.

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