Tutto quello che non doveva accadere è accaduto
Peggio di così proprio non poteva andare. Nell’ultima gara del 2016 la Samb perde la seconda partita casalinga consecutiva, ancora una volta contro una rivale marchigiana, ancora una volta per 1-0, prolungando un momento negativo che dura da fine novembre ed aprendo ufficialmente un’evidente crisi.
Contro la Maceratese è successo tutto quello che non doveva accadere:
1) NESSUN PUNTO: Era fondamentale muovere la classifica prima della lunga sosta per cui la sconfitta è una mazzata vera e propria.
2) ASTINENZA DAL GOL: Appena 3 reti in 7 gare, numeri che dimostrano che questa Samb ha bisogno di una punta, una punta di categoria, che la butti dentro e possa decidere una gara come questa dove le occasioni da gol sono state clamorose.
3) ALTRO RIGORE SBAGLIATO: Un rigore calciato male da un uomo rappresentativo ma soprattutto con un cambio di battitore proprio negli ultimi istanti. Radi prende il pallone e si accinge a sistemarlo sul dischetto, tutti gli altri si allontanano, rimane solo in area ma poi dopo diversi secondi di protesta dei giocatori maceratesi contro l’arbitro ecco il ripensamento di Sabatino che cambia idea, va da Radi e gli dice che sarà lui a calciare. Poca chiarezza, i tiratori vanno scelti prima del match.
4) LA RABBIA DI ALESSIO DI MASSIMO: La tensione al momento della sostituzione di Alessio Di Massimo è il segno più evidente che non c’è serenità. L’attaccante non appena vede il suo numero sulla lavagnetta luminosa che indica il calciatore sostituito inizia a ridere, ovviamente è una risata amara e si lascia scappare qualche frase. Pezzotti lo invita a lasciare il campo celermente ma peggiora le cose e viene mandato a quel paese.
5) L’ASSENZA DELLA PATRON: La Samb si trova ad affrontare il giorno più difficile della gestione Fedeli senza il patron allo stadio causa impegni lavorativi. Come si dice “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”…è proprio così!
6) LA CONTESTAZIONE: Durante tutto il secondo tempo i tifosi hanno evidenziato con fischi e mugugni i tanti errori dei propri beniamini ed a fine gara hanno rifiutato il loro consueto saluto.
E’ sicuramente il momento più difficile di una Samb che ha iniziato alla grande ma che adesso, forse soprattutto per puro autolesinismo, si è ficcata in un bel pasticcio.




