Camerano-Porto d'Ascoli 2-2, una beffa atroce per i biancocelesti
Beffa colossale per il Porto d’Ascoli che, in vantaggio di due reti a Camerano, si fa recuperare all’ultimo secondo e torna a casa con un solo punto. Il rammarico è veramente grosso perché gli uomini di Filippini avevano dominato il primo tempo chiuso con solo due reti all’attivo e hanno anche avuto la palla del 3-0 prima del solito calo di concentrazione che ha permesso ai locali di tornare in partita fino ad impattarla all’ultimo istante.
CRONACA: Dopo diverse occasioni mancate il Porto d’Ascoli sblocca la gara al 40′ su rigore decretato per un fallo su Biancucci ad opera di Michele Santoni. Dal dischetto lo stesso Biancucci è freddo a mettere dentro. Trascorrono tre minuti e arriva il raddoppio: Pendenza scambia con Iachini che dal fondo rimette dentro dove il numero l’attaccante, solo davanti alla porta, non ha difficoltà ad insaccare. Nella ripresa, al 5′, Pendenza ha l’occasione per fare tris ma la spreca. Al 23′ il Camerano accorcia le distanze: da corner Ciotti strattona Donzelli e per l’arbitro è rigore che lo stesso attaccante trasforma. I padroni di casa ci credono e all’ultimo secondo impattano: da corner colpiscono di testa prima Tombesi e poi il portiere Verdicchio in proiezione offensiva ma la traversa dice no poi è lo stesso Tombesi che la risolve mettendo dentro.
CAMERANO-PORTO D’ASCOLI 2-2
CAMERANO: Verdicchio, Angelici, Polzonetti, Michele Santoni, Tombesi, Elia Santoni, Giulietti (27’ st Filippetti), Francesco Polenta (1’ st Stella), Donzelli, Mattia Santoni, Bondi (10’ st Defendi). All. Montenovo.
PORTO D’ASCOLI: Cinaglia, Leopardi, Cucco, Gabrielli (43’ st Tarli), Ciotti, Sensi, Iachini, Biancucci, Pendenza (28’ st Tedeschi), Nepa (34’ st Berardini), Piergallini. All. Filippini.
ARBITRO: Senthuran Lingammorty di Genova.
RETI: 41’ rig. Biancucci, 44’ Pendenza, 23’ st rig. Donzelli, 49’ st Tombesi.
NOTE: Spettatori 250 circa; espulso dopo il triplice fischio Iachini per proteste. Ammoniti: Michele Santoni, Stella, Pendenza, Ciotti, Polzonetti.




