La Samb ora torna a D’Alesio. Indietro tutta
Dopo la débâcle di Boscaglia, ora una scelta (economica) obbligata. Filippo stava ancora a libro paga
Innanzi tutto ci vuole un po’ di cronistoria in briciole. Improvvida era stata, il 28 novembre 2025, “l’interruzione del rapporto professionale relativo alla guida tecnica” della Samb da parte di mister Ottavio Palladini. Dopo un periodo negativo con tre punti ottenuti nelle ultime sette partite e la compagine rossoblù a 4 punti sopra la zona retrocessione ma (ancora) ad un punto dai playoff, Palladini e la U.S. Samb decisero di separarsi congiuntamente. Congiuntamente, in anticipo rispetto al contratto annuale che sarebbe scaduto a giugno 2026. Un vero signore, questo Palladini.
Cogliendo l’occasione della liquidazione e del fallimento del Rimini F.C., si pensa così di arruolare il suo allenatore Filippo D’Alesio, rimasto senza panchina e che aveva dato dignitosa prova tecnica con la compagine romagnola.
D’Alesio entrò al Riviera delle Palme con i migliori auspici il 1° dicembre 2025. L’accordo fu ufficializzato e gli fu affidato il ruolo di allenatore della prima squadra. D’Alesio firmò un contratto con il club rossoblù fino al 30 giugno 2027.
La prova non fu granché brillante (risparmiamoci i dettagli), tant’è vero che il 10 febbraio 2026 solo 72 giorni dopo, Filippo D’Alesio fu esonerato, vale a dire pur restando a libro paga.
Dopo l’interim di Marco Mancinelli fino al 17 febbraio 2026, arriva dalla lontana Gela Roberto Rocco Boscaglia (tralasciamo ‘scoperto’ da chi) con l’impegno di portare la Samb alla salvezza. E infatti la salvezza, e pure diretta, arriva all’ultima partita di campionato, a Pesaro, contro la Vis, ottenendo il sedicesimo posto finale con 37 punti e ad uno solo dai temuti play-out. Salvezza ottenuta soprattutto – ripetiamo: soprattutto – per merito di capitan Umberto Eusepi e in particolare per merito di quella autentica perla di Leonardo Lonardo che Boscaglia aveva tenuto sempre fermo in panchina (perché forse non rientrava neanche lui nei suoi geniali piani strategici) Rinfreschiamoci ancora la memoria. Tenuto ben fermo in panchina fino all’88°, quando sull’1-1 con la Vis, la Samb era a un passo dal baratro dei play-out. Solo allora la disperata competenza di Boscaglia finalmente fece entrare quella preziosa punta. La Vis andò sì in vantaggio sul 2-1 al 90° + 6, ma poi Lonardo rimontò al 90° + 8, e ancora lui, Lonardo, portò la Samb alla vittoria per 2-3 al 98° + 9 . Micidiale e stupenda sequenza che diede alla Samb la salvezza diretta. Per merito di Edoardo Lonardo, non – ripetiamo, non – di Boscaglia.
E fu così che – a salvezza ottenuta per conto terzi – Roberto Boscaglia firmò un bel temerario contrattaccio biennale, fino al 30 giugno 2028, per un cospicuo gruzzolone di euri che gli si dovranno comunque pagare fino alla scadenza. Je se dève da pagà, ffernite!

Alla fine col saccente Boscaglia è andata com’è andata. Non facciamoci del male a ricordarlo. La U.S. Samb così resta con un palmo di naso e in condizioni economiche (si dice da più parti) nient’affatto floride e con sul groppone già ben tre allenatori da pagare, chi di meno, chi di più: il buon Massimo Loviso responsabile della Primavera, Roberto Boscaglia delicatamente sollevato e tornato a casa in vacanza e Filippo D’Alesio, già silurato al 72° giorno ma che però (guarda tu il caso) proprio lunedì 28 settembre ha compiuto 34 anni. Ma sì, facciamogli un bel regalo, facciamolo tornare da Pescara a lavorare. Meglio preferire un usato, anche se non si sa fino a quando, ‘sicuro’. Anzi, dopo più di sette mesi, lo possiamo pure chiamare nuovo. E poi ‘n ce costa ‘n euro! E che volete di più.
E ora, ragazzi, indietro tutta. Andiamo in Maremma.




